mercoledì 3 marzo 2010

LA SOCIETA' DEL GRANDE FRATELLO E DI iSILVIO

Nell'Italia dei 6 milioni di telespettatori del Grande Fratello, nell'italia in cui la vita e le foto del Presidente del Consiglio diventano un'applicazione per l'iPhone (iSilvio), nell'italia in cui chi perde il posto di lavoro non ha voce in capitolo e non riesce a farsi sentire, nell'italia in cui i dibattiti politici in televisione (per un falso eccesso di parcondicio) non verranno trasmessi, il popolo italiano si dimostra sempre più assopito e dormiente, assoggettato e disarmato di fronte alle situazioni anche più gravi e incresciose.

Purtroppo la società odierna ed il tessuto sociale da cui è composta, è molto influenzato da ciò che passa alla televisione e dai messaggi (a volte ingigantiti, a volte sminuti a seconda del bisogno) che fa passare la nostra scatola magica.
E allora ci sentiamo insicuri quando i media ci vomitano addosso tutti i possibili e immaginabili casi di criminalità sparsi sul territorio nazionale o locale, ci sentiamo tranquilli quando sentiamo l'unico messaggio che passa e che ci rassicura sulla fine della crisi con l'italia capofila nella ripresa economica quando invece le aziende continuano a chiudere e la gente perde il posto di lavoro tutti i giorni (ma probabilmente credono di essere gli unici ad avere problemi visto che non si dice).

Ci sono voluti un po' di anni ma la missione del Centro-Destra e più in particolare di Berlusconi, è riuscita perfettamente; ovvero girare la chiave su off nell'animo e nella personalità degli Italiani. E questa non è nè una metafora nè un'esagerazione, è pura realtà.

Tutti i giorni ci passano sotto gli occhi e le orecchie fatti incresciosi e che ledono la nostra libertà, i nostri diritti, influenzano negativamente la nostra vita; anche se senza molto clamore e sottovoce ma passano e noi non gli sappiamo rispondere in modo adeguato, come se non ci toccasse affatto.

E quindi non ci interessa più se il governo sta approvando una legge per aggirare l'articolo 18 (avevano provato a toglierlo ma ci siamo un po' arrabbiati) e quindi a dare il via ai licenziamenti senza giusta causa;
non ci tocca affatto che il Presidente del Consiglio abbia delle pendenze giudiziarie galattiche anche perchè tanto è colpa dei giudici comunisti;
non ci toccano tutti gli scandali sia morali sia di legalità che stanno interessando ruoli importanti della nostra nazione compresa la Protezione Civile;
cosa ce ne importa se l'inceneritore di Napoli non funzionerà mai e se spendiamo miliardi su miliardi per lo smaltimento dei rifiuti vendendoli alla Germania che oltretutto ci produce energia elettrica e poi ce la rivende di nuovo;
non ci interessa minimamente se l'italia ha ripreso la costruzione delle centrali nucleari di 3a generazione che sono già vecchie e che non hanno gli standard di sicurezza adeguati;
figuriamoci se ci importa della situazione della popolazione de L'Aquila che è sempre fuori casa nei container ma tanto non ne parla più nessuno quindi il problema non esiste;
se la scuola pubblica viene demolita giorno dopo giorno e i primi ad essere demotivati sono proprio gli insegnanti, vista la loro situazione, non è certo un problema nostro.

Credo che l'unica speranza per uscirne da questa situazione di apparente apatia e oscurantismo mediatico, sia prima di tutto ritrovare un'unità popolare comune, un set di valori fondamentali da riscoprire o da coniarne di nuovi che possano rappresentarci e che possano essere una bandiera dietro la quale schierarci, un motivo per unire le forze e per tornare a farci sentire in modo pressante sulle piazze, sui blog, sui canali meno ufficiali ma diretti. E se la televisione non ci dà spazio per ovvi motivi di oscurantismo, dobbiamo abituarci ed educarci a spegnerla al momento giusto e ad andare a cercare le notizie vere su altre piazze.

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